L’esposizione al sole indebolisce le difese immunitarie della pelle e provoca uno stress ossidativo importante. Al rientro dalle vacanze, quando si torna alle normali attività quotidiane, è consigliabile farsi visitare dal dermatologo per valutare lo stato di salute della pelle e, in particolare, dei nei.
I raggi UV non rappresentano un fattore di rischio diretto per i nei, ma possono concorrere alla loro trasformazione. L’esposizione prolungata al sole, inoltre, può generare la comparsa di nuovi nei: ad un numero maggiore di nei corrisponde un rischio più elevato di sviluppare melanomi, tumori maligni della pelle particolarmente aggressivi.
La prevenzione è fondamentale per evitare spiacevoli complicanze. L’auto-osservazione può essere utile per individuare ad occhio nudo eventuali anomalie, ma non è sufficiente. È necessario sottoporsi a visite specialistiche periodiche. Il dermatologo possiede le competenze adatte e gli strumenti giusti per valutare lo stato di salute della pelle, diagnosticare eventuali patologie e indicare al paziente la terapia migliore per il suo caso.
Gli effetti del sole sui nei
Il sole non ha un effetto specifico sui nei e non rappresenta un fattore di rischio diretto. L’esposizione dei nei al sole, infatti, è pericolosa tanto quanto l’esposizione ai raggi UV di altri lembi di pelle.
Sebbene nell’insorgenza dei tumori cutanei giochi un ruolo meno determinante rispetto alla predisposizione genetica, l’esposizione al sole può essere concausa dello sviluppo dei tumori della pelle.
L’esposizione solare, infatti, può scatenare la progressione neoplastica dei melanomi e degli epiteliomi, nonché la comparsa di nuovi nei sulla pelle. I raggi UV tendono a danneggiare il DNA delle cellule cutanee e, quando colpiscono i nei, possono generare mutazioni genetiche che fanno crescere le cellule in modo incontrollato, favorendo lo sviluppo di melanomi.
Lettini solari, lampade abbronzanti ed esposizioni non protette e prolungate ai raggi UV incidono sulla crescita dei nei. È in questo senso che il sole rappresenta un rischio. È bene tenere a mente che gli effetti del sole sui nei possono manifestarsi anche a distanza di anni: le esposizioni ripetute ai raggi solari, senza protezione, possono portare a un accumulo di danni, aumentando ulteriormente il rischio di sviluppare problemi cutanei.
L’auto-osservazione
Quando si hanno tanti nei e, durante l’estate, ci si espone in modo prolungato e non protetto al sole, al rientro dalle vacanze è essenziale adottare misure preventive e sottoporre la pelle ad un attento esame di valutazione.
L’auto-osservazione è una pratica utile per rilevare eventuali mutazioni dei nei o diagnosticare precocemente la comparsa di tumori della pelle. È un’ispezione che può essere eseguita in autonomia e che permette di intercettare ad occhio nudo i segni di allarme che indicano un possibile rischio di melanoma.
Il metodo migliore per eseguire l’auto-esame è quello dell’A-B-C-D-E, acronimo dei fattori ai quali prestare attenzione per esaminare lo stato di salute dei nei in modo efficace. Nel dettaglio, è fondamentale valutare:
• asimmetria: se, dopo l’estate, un neo cambia forma e aspetto, diventando una macchia irregolare nella quale non è possibile identificare due metà simili tra loro, è da considerare sospetto. La maggior parte dei nei benigni, infatti, sono simmetrici e regolari;
• bordi: i nei pericolosi hanno contorni irregolari e frastagliati. Quelli benigni, invece, hanno bordi rotondi e ben definiti;
• colore: questo è un segnale d’allarme quando cambia, è troppo scuro rispetto agli altri nei, rossastro o è di sfumature diverse;
• dimensioni: è bene tenere a mente che la dimensione dei nei aumenta contestualmente alla crescita. In età adulta, però, si stabilizza. I nei possono aumentare sia in larghezza che in spessore. Ci si trova in una situazione di possibile rischio quando il neo supera i 6 mm di diametro;
• evoluzione progressiva: i melanomi tendono a crescere e ad allargarsi molto rapidamente. Un neo che sembrava si stesse rimpicciolendo e che ad un certo punto si ingrandisce oppure un neo che sembrava si stesse schiarendo e che ad un certo punto scurisce è un neo da tenere sotto stretto controllo.
L’auto-osservazione dovrebbe essere eseguita tra una visita dermatologica e l’altra, con l’impiego di specchi e con il supporto di una persona di fiducia. Se i nei già noti si modificano in modo evidente o ne compaiono di nuovi lì dove non erano presenti, è opportuno rivolgersi ad un dermatologo per un controllo più approfondito.
La visita dal dermatologo e la mappatura dei nei
Ogni anno, al termine della stagione estiva, si consiglia di prendere appuntamento dal dermatologo, a prescindere dall’esito dell’auto-osservazione. Il dermatologo, infatti, è lo specialista che possiede le competenze adatte per capire se si tratta di macchie normali o atipiche.
La valutazione dei nei viene eseguita attraverso la mappatura, detta anche “dermatoscopia”, “dermoscopia” o “epiluminescenza.” Si tratta di un esame indolore e non invasivo che permette di controllare i nei e le altre lesioni pigmentate della pelle e di individuare la presenza di eventuali macchie sospette.
Tramite visione al termoscopio, fotografie o videocamere, viene tracciata una mappa dei nei, distinguendo quelli a rischio da quelli che non rappresentano un pericolo. Al termine dell’analisi, il dermatologo sceglie se asportare chirurgicamente i nei sospetti o se optare per il monitoraggio ravvicinato.
La mappatura dei nei è un esame preventivo molto importante perché consente la diagnosi precoce del melanoma e di altri tumori cutanei benigni o maligni. Grazie all’archiviazione elettronica delle immagini prodotte, è possibile effettuare comparazioni a distanza di tempo.
Salvo diversa indicazione del medico, è consigliato andare dal dermatologo almeno una volta all’anno per controllare l’evoluzione dei nei, prevenire l’insorgenza di melanomi e ottenere diagnosi precoci.
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